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Assicurazioni Catastrofali: Il Decreto Attuativo Entra in Vigore. Nessuna Proroga, Scadenza Fissata al 31 Marzo 2025

Mar 5, 2025Assicurazioni0 commenti

Il panorama assicurativo italiano sta per subire una trasformazione significativa con l’introduzione dell’obbligo delle polizze catastrofali per le imprese. Dopo il decreto “Milleproroghe”, che ha posticipato il termine ultimo al 31 marzo 2025, il decreto attuativo è stato finalmente convertito in legge, senza ulteriori proroghe o modifiche sostanziali. Questo cambiamento normativo avrà un impatto rilevante sul tessuto produttivo italiano, imponendo alle imprese di tutelarsi contro i rischi derivanti da eventi naturali catastrofici.

Cos’è l’Assicurazione Catastrofale e Perché è Obbligatoria?

Le assicurazioni catastrofali sono coperture specifiche che proteggono le imprese dai danni causati da calamità naturali come alluvioni, terremoti e frane. L’obiettivo della normativa è duplice: da un lato, garantire la resilienza delle attività economiche di fronte a disastri ambientali; dall’altro, ridurre l’onere finanziario dello Stato, che in passato si è spesso fatto carico dei risarcimenti per le imprese colpite.

Questa misura rappresenta una svolta significativa nella gestione del rischio ambientale in Italia. In un contesto in cui il cambiamento climatico sta aumentando la frequenza e l’intensità degli eventi naturali estremi, il governo ha deciso di spostare la responsabilità economica della ricostruzione direttamente sulle aziende.

Chi è Obbligato alla Sottoscrizione della Polizza?

L’obbligo di sottoscrizione della polizza riguarda tutte le imprese italiane e le stabili organizzazioni, comprese le ditte individuali. Sono invece escluse dall’obbligo le seguenti categorie:

  • Attività agricole;
  • Professionisti che operano come lavoratori autonomi (avvocati, medici, architetti, ecc.).

La norma si applica quindi principalmente alle attività industriali, commerciali e produttive che possiedono beni iscritti o iscrivibili nello Stato patrimoniale come:

  • Immobili;
  • Impianti e macchinari;
  • Attrezzature industriali e commerciali;
  • Mobilio aziendale.
  • Terreni

Sono invece esclusi dall’obbligo gli strumenti di ufficio, i mezzi targati e le dotazioni di magazzino come scaffalature e stampanti.

Quali Eventi Sono Coperti?

La legge distingue tra tre macro-categorie di eventi catastrofali:

  1. Alluvioni, inondazioni ed esondazioni;
  2. Terremoti;
  3. Frane.

Un aspetto fondamentale è che la norma considera come singolo evento calamitoso anche la prosecuzione del fenomeno entro le 72 ore dalla sua prima manifestazione. Questo significa che se, ad esempio, un’alluvione prosegue per più giorni, tutti i danni causati entro questo arco temporale verranno considerati parte di un unico evento ai fini del risarcimento.

Come Funzionano le Coperture e gli Indennizzi?

Il decreto stabilisce tre fasce assicurative con relativi massimali di copertura:

  • Fino a 1 milione di euro di somma assicurata: indennizzo pari al 100% della somma assicurata;
  • Da 1 a 3 milioni di euro: indennizzo pari ad almeno il 70% della somma assicurata;
  • Oltre i 3 milioni di euro: libera contrattazione tra le parti.

Per quanto riguarda la franchigia, il decreto specifica che questa non può superare il 15% fino a una copertura massima di 30 milioni di euro.

Quali Sono le Conseguenze per Chi Non Rispetta l’Obbligo?

A differenza di altri obblighi assicurativi, la normativa sulle polizze catastrofali non prevede sanzioni pecuniarie per chi non aderisce. Tuttavia, la penalizzazione per le aziende inadempienti è comunque significativa:

  • Esclusione da contributi pubblici;
  • Perdita di agevolazioni finanziarie;
  • Impossibilità di accedere a sovvenzioni statali o regionali.

In sostanza, le imprese che non sottoscriveranno una polizza catastrofale perderanno la possibilità di ricevere aiuti economici dallo Stato in caso di danni derivanti da eventi naturali.

Impatto per le Imprese e il Settore Assicurativo

L’introduzione di questo obbligo sta già generando diverse reazioni nel mondo imprenditoriale e nel settore assicurativo. Se da un lato le imprese devono adeguarsi a una nuova spesa, dall’altro il mercato delle assicurazioni sta vivendo un aumento della domanda per questo tipo di polizze.

Alcuni esperti del settore hanno sollevato dubbi sulla capacità delle compagnie assicurative di gestire un volume così elevato di richieste in tempi relativamente brevi. Inoltre, c’è il timore che i premi assicurativi possano aumentare, rendendo più onerosa la protezione per le aziende.

Conclusione

Il decreto attuativo sulle assicurazioni catastrofali rappresenta una svolta epocale per la gestione del rischio naturale in Italia. La scadenza del 31 marzo 2025 segna un punto di non ritorno: tutte le imprese, salvo le poche eccezioni previste, dovranno adeguarsi e sottoscrivere le coperture assicurative richieste.

Se da un lato questa misura riduce il peso economico dello Stato nella gestione delle calamità naturali, dall’altro trasferisce un’onere significativo sulle aziende, che dovranno prevedere nuove voci di spesa nei loro bilanci. La sfida sarà quella di trovare soluzioni assicurative equilibrate, che garantiscano protezione senza appesantire troppo i costi operativi.

Le imprese devono quindi muoversi rapidamente per valutare le opzioni disponibili e stipulare le polizze necessarie entro la scadenza prevista. La mancata adesione, pur non comportando multe dirette, potrebbe escluderle da importanti agevolazioni pubbliche, compromettendo la loro capacità di rispondere alle emergenze future.

In questo scenario, la prevenzione diventa la chiave: meglio investire ora in una copertura adeguata, piuttosto che affrontare conseguenze economiche disastrose in caso di eventi naturali imprevedibili.

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